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Le soluzioni e gli abbinamenti illustrati negli esempi per la confezione delle bomboniere, dei sacchetti e delle scatoline da noi proposte (nelle immagini dove sono presenti in multipli) sono solamente alcuni esempi a scopo illustrativo di servizi realmente effettuati, al fine di trarre spunto per le lavorazioni, oviamete sostituendo di volta in volta materiali ed accessori le soluzioni diventano innumerevoli avendo come unica limitazione la vostra e la nostra fantasia.
Questo non è un sito di vendita online ma solamente una vetrina espositiva, gli articoli sono disponibili in visione presso il nostro negozio, per informazioni senza impegno su: prezzi, disponibilità degli articoli e tempi di consegna, personalmente presso la nostra sede oppure telefoniche o via E-mail.
Gli articoli da noi proposti (solo una piccola panoramica per categoria del nostro assortimento) vengono allestiti esclusivamente presso la nostra sede da personale qualificato, a garanzia di un prodotto di qualità, utilizzando confetti, tessuti ed accessori di prima scelta in base alla nostra fantasia e cr
eatività o su specifiche indicazioni dei clienti, ottenendo così un prodotto di sicuro successo ad un prezzo particolarmente competitivo.

IL NEGOZIO E' APERTO AL PUBBLICO E A DISPOSIZIONE PER POTER VISIONARE SENZA IMPEGNO GLI ARTICOLI E LE SOLUZIONI PER LA CONFEZIONE: DALLE 09:45 ALLE 12:30 E DALLE 16:00 ALLE 19:15
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SITO UFFICIALE E TUTTE LE ULTIME COLLEZIONI 2018

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giovedì 27 luglio 2017

IL DONO - La nostra vetrina, le nostre lavorazioni estate 2017

Consuetudini, usanze e galateo nelle cerimonie: IL DONO

Vetrina di Luglio
parziale primi arrivi e
servizi in lavorazione
cerimonie Agosto 2017


APERTI AGOSTO


BATTESIMI - CRESIME
MATRIMONI - 25° e 50° DI NOZZE


"Donare una bomboniera
è il gesto più appropriato per dire grazie,
per lasciare il ricordo
delle emozioni di un giorno speciale,
un dono per chi ha condiviso con noi
un momento particolare
o un traguardo importante".

Accettare un dono equivale a contrarre un debito, ricambiare il dono equivale a ricreare l'equilibrio. 
"Un invitato ha l'obbligo di portare in omaggio un dono al quale l'ospitante ha il dovere di contraccambiare
con un dono di appropriata importanza: il dono dato da chi ospita a chi è ospitato
prende il nome di "dono ospitale", nelle regole i doni vengono scambiati tra pari, cioè a dire
tra individui in grado di contraccambiare, ogni squilibrio (reale o potenziale) è pericoloso e può
mettere in dubbio i rapporti tra le parti. 

La pratica del dono rientra nei comportamenti improntati alla “reciprocità”,
ovvero all’obbligo di compiere, a fronte di un’azione, un’altra azione uguale in direzione contraria.
Il dono, pertanto, richiede e prevede un contraccambio (do ut des),
ha natura obbligante, è di fondamentale importanza nella definizione delle relazioni interpersonali,
nella misura in cui serve a sancire vincoli e a stabilire rapporti.
Marcell Mauss (1923-1924)  - "Essai sur le don" 2002










lunedì 12 giugno 2017

"COLORE ROSSO ..... MA NON SOLAMENTE ROSSO"




"COLORE ROSSO ..... MA NON SOLAMENTE ROSSO"

I colori delle varie facoltà per la laurea.



La laurea è un traguardo ambitissimo, dai giovani, per crearsi un solido e cospicuo futuro lavorativo e, ultimamente, anche dai meno giovani.
Tanta fatica e tanti giorni passati sui libri e sulla tesi: ma quali sono i colori della laurea e delle varie facoltà?

Il colore della laurea:
il colore della laurea è il rosso per varie ragioni. Primo fra tutti, il rosso ha un valore storico. Infatti, ai tempi dei Romani si era soliti usare la toga (di origine etrusca) come mantello sopra la tunica. Tutti i cittadini romani maschi la indossavano, ma quella delle più alte cariche politiche, dei magistrati e dei poeti era impreziosita da una bordura rossa proprio a voler simboleggiare l’importanza di queste personalità rispetto agli altri.
Un altro motivo per cui si usa il rosso è da legarsi a una tradizione più popolare: effettivamente questo colore è denso di significati positivi, il rosso si mostra come il colore di  buon auspicio. Ad esempio nell’arte è il simbolo della fortuna, della forza, del successo e del fuoco. Il rosso è un colore molto potente, è sorgente di energia, stimola le forze del bene ed espelle l’energia negativa.
In realtà non tutti sanno che il colore rosso non è altro che una convenzione e che in realtà ogni facoltà ha un colore diverso e questo colore varia da ateneo ad ateneo. Identificarlo è semplicissimo, è il colore della coccarda che viene posta nella toga.
Questo, anche, per mantenere una certa tradizione che sarebbe un dispiacere se andasse persa.

Questo specchietto riassume i principali colori legati alle diverse Facolta,
fermo restando che non copre l'intera gamma di colori adatta in tutt'Italia.
(Segnaliamo alcune varianti per Bologna, Genova, Macerata, Padova, Roma, Torino)

Lettere e FilosofiaBianco
TeologiaBianco
MagisteroBiancoAmaranto (BO)

GiurisprudenzaBlu
Ingegnerianero
ArchitetturaneroArancione (GE)
Medicina e chirurgiaRosso
FarmaciaRosso granataVerde (BO)
VeterinariaRosso scuroRosso (BO)
Scienze varieVerde
MatematicaVerde
AgrariaVerde cupo
Economia e commercioGialloGrigio (TO_GE)
PsicologiaGrigioBianco(BO)Rosa (PD)
PedagogiaGrigioBiancoRosa (PD)
Scienze politicheViolaAzzurro (MC)Blu scuro (BO)
Statistica,BluetteGiallo (BO_RM)
Scienze S. ed AttuarialiBluetteGiallo (BO_RM)
Scienze della ComunicazioneVinaccia (MC)

Scienze BancarieAzzurro

Acc. delle Belle ArtiCelesteAzzurro carta da zucchero (BO)
Lingue (la facoltà non il corso)R. BordeauxBianco (MC)Amaranto (BO)
SociologiaArancione
I.S.E.F.BICOLORE Rosso calotta bianca





Bologna, Padova, Roma, Torino quattro gloriose Università, fra le più antiche del nostro Paese, che, nel corso dei secoli, hanno dettato legge in fatto di corsi di laurea ma soprattutto dettato legge, nel vero senso della parola, in fatto di regole e codici della cosiddetta "goliardia".
Negli ultimi anni l'università divenuta ormai di massa con l'istituzione di facoltà, corsi di laurea, master a non finire, ha perso quelle tradizioni che la rendevano un corso dì studi unico nel suo genere. Si è, per così dire, adeguata ai nostri tempi ove tutto è raggiungibile, e spesso si sono perse, strada facendo, tradizioni e valori che caratterizza vano i vari modi di vivere in tutti gli aspetti e non ultimo quello della cultura, della scuola e dell'università appunto.
L'università oggi ha, in un certo senso, il profumo della libertà!
I ritmi diversi da quelli di tredici anni di scuola precedente, scelta dei tempi per lo studio, scelta della sessione d'esame, studenti a tempo pieno, studenti lavoratori, altri che all'università sì "parcheggiano" per qualche tempo, poi i gruppi si restringono, molti sì perdono, altri arrivano alla laurea.
Tesi rilegate, discussione della stessa, emozione, comunicazione solenne, stretta di mano è fatta! Tutti Dottori!
Non tutto, però, è perduto e se la goliardia nel corso dei secoli ha perso il meglio di sé, qualcosa rimane: i colori che variano a seconda delle facoltà e che cono tuttora, in tutte le università italiane, un simbolo della facoltà stessa. Inizialmente la facoltà era contraddistinta dal colore della feluca, il tipico copricapo a forma vagamente triangolare, emblema dei goliardi, limitandosi però ai cinque colori delle facoltà più antiche: blu, rosso, verde, bianco, nero.
Il numero dei colori, nel corso degli anni, è aumentato al pari dei corsi di laurea così come, le varie sfumature degli stessi hanno fatto sì che ad ogni facoltà corrisponda un colore che oggi ritroviamo nella rilegatura della tesi che è d'obbligo riproponga il colore della facoltà presso la quale ci si laurea.
Nella tradizione che si cerca di mantenere, sempre a livelli "moderni", il colore riveste la sua importanza e viene oggi collegato al fiore che s'invia in occasione di una laurea o al nastro usato nella composizione floreale per l'occasione. Il rosso è sicuramente un colore predominante, per la festa di laurea poiché si offrono confetti di colore rosso, si confezionano i colori con nastri rossi ma le usanze variano da sede a sede e sono sicuramente più vive nelle università più antiche.
L'ateneo bolognese mantiene ad esempio l'usanza della coroncina di alloro posta sul capo del neo laureato elevato così agli "allori"; tale cerimonia studentesca rimane viva anche in altre università o soltanto in alcune facoltà della stessa. Diviene indispensabile, pertanto, informarsi sui colori delle varie facoltà per saper scegliere l'abbinamento nel colore e nella forma appropriati, piccoli accorgimenti ma di grande effetto e buon gusto!




Fonti e diritti:
lettera43.it  /  laprimavera88.it  /  giftsitter.com

domenica 21 maggio 2017

Consuetudini, usanze e galateo nelle cerimonie: ECCOCI QUI ... E DI TUTTO UN PO'

ECCOCI QUI ... E DI TUTTO UN PO'
per chi avesse pesato "Basta Servizi? ... mah?!" ..... tranquilli ..... a volte, nei periodi di maggior lavoro, la pubblicazione dei servizi svolti viene momentaneamente trascurata e questo è proprio uno di quei periodi .
Anche se per consuetudine le cerimonie di Battesimo, Comunione e Cresima vengono intese come cerimonie "minori", a queste viene dedicata la stessa cura delle cerimonie più importanti, ma con una variante importante che le rende a volte anche più laboriose: la variante è indicata con il termine di "Frequenza di Cambio Allestimento": questa a volte tende ad aumentare nel momento che vengono lavorati diversi ordini, anche se a quantitativi limitati mediamente a 10 - 30 pezzi, su articoli uguali o molto simili e le cui cerimonie verranno celebrate nella stessa zona.

Viene normalmente posta particolare attenzione nell'evitare l'effetto "Duplicazione" e cioè di lavorare due o più servizi, con la stessa soluzione di confezione. Vengono quindi sviluppati allestimenti differenti da servizio a servizio.
Le "Fasce Prodotto" per queste cerimonie sono le stesse che per le cerimonie maggiori:
- Più importanti come bomboniere confezionate o accessori con piccole bomboniere per gli invitati alla cerimonia a ricordo della giornata trascorsa ed a ringraziamento del regalo ricevuto,
- Più semplice come sacchetti con o senza qualche oggettino per ricordare la giornata senza impegnare chi lo riceve.
Donare una bomboniera è il gesto più appropriato per dire grazie.
per lasciare il ricordo delle emozioni di un giorno speciale,
un dono per chi ha condiviso con noi un momento particolare o un traguardo importante.
Nelle prossime giornate torneremo a presentare una selezione di servizi di recente consegna e tutt'ora in corso che più hanno incontrato i gusti e le preferenze dei nostri clienti.
Di tutto un po'....
bomboniere classiche o moderne, essenziali o estrose,
sacchettini semplici o con applicazioni,
strutture porta confetti o scatoline,
materiali dai più preziosi e classici a quelli più innovativi, inconsueti o simpatici,

domenica 30 aprile 2017

Consuetudini, usanze e galateo nelle cerimonie: Fedi - perchè vanno all'anulare?



Perchè la fede va all'anulare?  



 Perchè lo dice già il nome?
Infatti, anulare deriva da anello.
E' l'anulare perchè è il dito prescelto per portare l'anello.
Ma allora, perchè proprio quel dito?
Sembra esserci una ragione anatomica.
In quel dito finisce infatti una piccola arteria che risalendo per il braccio, arriva
direttamente al cuore. Questo gioiello circolare racchiude sempre la simbologia del
matrimonio (anello: legame, unione, ma anche catena!). Per quanto si voglia che la
vera sia la più personale possibile, la sua eleganza è proprio nell'estrema linearità.
In oro bianco o giallo, piatta o bombata, non prevede ornamenti, fregi o pietre.
Unica concessione, sul lato interno a contatto della pelle
l'incisione del nome del futuro coniuge e la data delle nozze.
Per evitare che con gli anni qualcuno possa dimenticarsi
di celebrare un tale anniversario.





Le fedi:
gli sposi le acquisteranno scegliendo insieme il modello e la misura.
A piacere si potranno far incidere all'interno i nomi
e la data delle nozze. Il giorno della cerimonia
lo sposo le terrà nella tasca interna della giacca.
La fede più usata è la "francesina" di forma tubolare
e dal peso dai 3 ai 16 grammi.
Dovranno essere ordinate almeno un mese prima.
Su richiesta modelli personalizzati 






 Articolo tratto da: abc-delmatrimonio.it

domenica 23 aprile 2017

Consuetudini, usanze e galateo nelle cerimonie: Confetti - tra storia e tradizione



Confetti al matrimonio: tra storia e tradizione

Sono piccoli, gustosi, colorati e beneauguranti: tutto in un confetto. Cosa volere di più? Ecco la storia e la tradizione dei piccoli dolci dal cuore di mandorla o cioccolato, protagonisti del matrimonio.


C'è chi li ama, ne va ghiotto e ne consuma a quintali nel giro di poche ore; chi, invece, non ne va matto e prende i canonici cinque, senza nemmeno assaggiarne uno. Che sia uno o l'altro caso, non devono mancare mai, a nessun matrimonio: stiamo parlando dei confetti, i piccoli dolcetti dal cuore di mandorla o cioccolato, oggi disponibili anche in più versioni, dal gusto banana alla papaya, dal pistacchio al caffè. In Italia, la città che ne detiene la paternità per la lunga tradizione confettaria è Sulmona, in provincia de L'Aquila, in Abruzzo.


Ma come sono nati i confetti? Pare che il primo confetto sia stato creato con scopi curativi, inventato da un arabo di nome Al Razi, che ebbe l'intuizione di ricoprire il medicinale con un guscio dolce per renderlo più gradevole. Ma già gli antichi Romani li utilizzavano per gli stessi scopi per cui li utilizziamo noi oggi, ovvero festeggiare nascite e matrimoni, però a quei tempi erano gli invitati a portare i confetti agli sposi, come augurio di un futuro propizio.

È solo nel tardo Quattrocento però che nascono i confetti nella forma classica che tutti conosciamo, grazie all'introduzione dello zucchero in Europa, importato dalle Indie Occidentali, utilizzato poi nel processo di produzione del rivestimento indurito. Contestualmente alla nascita dei confetti, avviene anche quella delle bomboniere, dalla tradizione di conservare i confetti in preziosi cofanetti. L'etimologia del termine, infatti, va fatta risalire al francese'bon bon', ovvero un piccolo contenitore, cesellato da orafi di prestigio, che i nobili ostentavano con orgoglio. Da qui, l'usanza di utilizzarle per accompagnare i lieti eventi della vita, come nascite, matrimoni e festeggiamenti importanti.


E come sono diventati protagonisti del matrimonio? Secoli fa, venivano lanciati agli sposi all'uscita da chiesa insieme al riso e ai petali, ma invece che avere l'anima di mandorla, contenevano un seme di coriandolo. Per questo motivo, in molte lingue straniere oggi la parola 'confetti' significa proprio coriandoli, i piccoli pezzettini di carta che si lanciano durante le feste. Per tradizione, nella bomboniera i confetti devono essere cinque, dispari come augurio di fertilità alla coppia, che non resti a lungo solo in due, e come i doni della vita: salute, fertilità, longevità, felicità, ricchezza. Il galateo vuole poi che i confetti vengano confezionati in un sacchettino di tulle o pizzo, che richiami magari il vestito della sposa, e nel quale si trovi un cartoncino con il nome della sposa e dello sposo, senza i cognomi, e la data del matrimonio.


Di gran moda, oggi è la confettata, ovvero un tavolo tutto dedicato ai più svariati tipi e gusti di confetto, da quelli alla banana, passando per quelli al caffè fino a quelli aromatizzati alla rosa, dove serviti in varie ciotole, gli invitati più golosi potranno assaggiarli e degustarli liberamente.






Simbolo per eccellenza di prosperità, felicità e abbondanza, legato alla festa di nozze e poi esteso nel tempo anche alle altre feste, il confetto ha una storia antica e nella sua accezione moderna, come già indicato, si fa risalire al tardo 400, ma mai come nei nostri giorni il suo consumo sembra vivere l’età dell’oro.

Per iniziare, il confetto si sta affrancando dall’essere consumato esclusivamente in occasione di feste e cerimonie per proporsi al mercato come un vero e proprio dolciume, adatto a ogni momento della giornata, da offrire agli ospiti dopo cena oppure da mangiare in un momento di relax, da portarsi anche in borsa nelle comode, nuove e coloratissime confezioni studiate per l’autoconsumo, meglio se incartato singolarmente come una caramella.

A questo nuovo trend ha senza dubbio contribuito l’impegno chele fabbriche di confetti nell’ultimo decennio hanno dedicato alla ricerca di nuovi e sorprendenti gusti. Oggi ai confetti prodotti con le anime più classiche (mandorle, quelli per eccellenza riservati alle cerimonie importanti, e cioccolato, di solito per le feste dei più piccoli) si è affiancata una varietà straordinaria di ingredienti e gusti diversi. La fantasia dei maestri confettieri si sbizzarrisce nella costante ricerca di novità. Si va da confetti con anime di frutta secca e canditi di ogni tipo, come pistacchio, scorza d’arancia, ciliegie marasche, uvetta, a quelli con ripieni morbidi al whisky, al limoncello, al rhum, al caffè, fino a quelli più insoliti con ripieni al gusto di pastiera, cassata siciliana, ricotta e pera, caramello.


Le tipologie più diffuse hanno sempre un’anima di mandorla, in genere tostata e poi ricoperta con uno o più strati di cioccolato aromatizzato, anche di tipi diversi, ma ci sono anche quelle senza mandorla con ripieni cremosi oppure fantasiosi, tipo gelée alla frutta, croccantino di mandorle, mix di cereali, wafer e altri ancora in un tripudio di proposte che possono appagare le richieste dei palati  più raffinati quanto quelle dei più esigenti. Senza contare la riscoperta degli antichi confetti con ripieno liquoroso, con anime di nocciole, chicchi di caffè, cannella.


I confetti si possono inoltre personalizzare con varie tecniche, si spazia dall’applicazione in rilievo di decorazioni zuccherine alle scritte impresse a caldo (come le iniziali o il nome degli sposi, la data della cerimonia) alle vere e proprie stampe miniaturizzate di foto, come i volti degli sposi o del festeggiato oppure di un’ostia per la comunione e persino di un disegno spiritoso.


Oltretutto, per dare una risposta sempre più ampia e articolata alle esigenze di tutti i consumatori, negli ultimi anni sono stati immessi sul mercato anche confetti adatti al consumo per i celiaci,senza tracce di glutine, così come confetti kasher, cioè preparati in modo conforme alle particolari regole alimentari ebraiche.





 Articoli tratti da: Style.it Sposa e da matrimonio.com

domenica 2 aprile 2017

Questione di galateo - Consuetudini, usanze e galateo nelle cerimonie

Matrimonio:
tutta una questione di galateo.
15 "vero o falso?"


Non parliamo solo di etichetta ma anche di tutte quelle regole, usanze e curiosità legate al mondo del matrimonio che sarebbe meglio sapere.

1- Alla sposa sono concessi almeno 20 minuti di ritardo.
Falso. Essere in ritardo fa parte del DNA di ogni donna e nonostante l'occasione lo consenta, per tutta una serie di motivi conclamati (aiuta anche a creare la giusta curiosità e aspettativa sia nel futuro sposo sia negli invitati), la sposa non dovrebbe ritardare più di 10 minuti.

2 - Il giorno del sì, la sposa può mettere l'anello di fidanzamento come accessorio.
Falso. Prima e durante la funzione religiosa la sposa deve avere le mani libere e ben curate. Anche i bracciali andrebbero evitati. Nel corso del ricevimento invece, via libera agli accessori!

3 - Le partecipazioni e gli inviti sono liberi da qualsiasi costrizione, potete usare ogni tipo di inchiostro.
Falso. Avete al massimo due possibilità: il grigio o il color seppia. Inoltre, l'etichetta vuole che tutti gli indirizzi siano scritti a mano (per renderli più personali) sul dorso della busta.

4 - La coppia ha il permesso di 'abbandonare' gli invitati a loro stessi durante il servizio fotografico per tutto il tempo necessario.
Falso. Nel caso si vada per le lunghe, è giusto che la mamma della sposa faccia le veci della padrona di casa, accogliendo gli ospiti nella location dove si svolgerà il ricevimento.

5 - La sposa può indossare i guanti in chiesa.
Falso. Fanno parte dell'outfit e vi danno un'allure così elegante, ma non ci sono scuse: appena arrivate accanto allo sposo - e prima dell'inizio della cerimonia - i guanti vanno tolti.

6 - Parliamo di fedi. Le mode cambiano ma alcune tradizioni restano.
Vero. Oro bianco, oro rosa, oro rosso e platino sono le alternative più voga, oltre all'oro giallo. Ma ciò su cui non si discute è l'incisione all'interno delle vere: la data delle nozze e i rispettivi nomi la renderanno unica, come il vostro matrimonio!

7 - Lo sposo è in smoking se il matrimonio è di sera.
Falso. Il galateo non prevede lo smoking come completo per il sì. Per cerimonie formali che si svolgono di mattina o di pomeriggio va benissimo il tight o mezzo il tight: giacca scura con o senza code, pantalone rigato nello stesso tessuto della giacca. L'alternativa è il classico completo scuro tre pezzi abbinato ad una camicia bianca e cravatta in seta.





8 - No al velo per le seconde nozze.
Vero. Per le cerimonie in municipio e per le seconde nozze il velo non è molto indicato, ma non disperate: ci sono tantissime soluzioni alternative altrettanto romantiche ed eleganti. Come un hair styling raccolto o semiraccolto arricchito con dei fiori freschi, un pettinino prezioso o una toque con veletta.

9 - I regali ricevuti devono essere 'gestiti' con rigore.
Vero. Ogni volta che arriva un regalo ricordatevi di fare una lista con i nomi di chi ve l'ha mandato. Così nel momento in cui dovrete inviare i ringraziamenti ricordatevi di aggiungere una nota personalizzata  per ognuno.

10 - A proposito di ringraziamenti: sapere che agli ospiti va inviato un biglietto entro un anno dal matrimonio?
Vero. L'etichetta parla di un anno al massimo, ma se potete, fatelo nelle prime settimane o entro 4/5 mesi.

11 - L'abito va scelto con la mamma.
Vero. Almeno sei mesi prima del sì, armatevi di pazienza e dedicatevi alla scelta dell'abito da sposa. Compagna e consigliera 'd'onore', sarà la vostra mamma, senza per questo escludere la sorella (se ce l'avete), le amiche del cuore, la testimone, la suocera...

12 - Organizzare una cena la sera prima della nozze in onore degli ospiti che sono arrivati da un'altra città.
Vero. Ospitalità e cordialità non devono mai mancare. Se non rappresenta uno stress eccessivo, può essere carino coinvolgerli in una serata assieme a voi.

13 - Gli allestimenti floreali per la chiesa e quelli per il ricevimento non sono necessariamente en pendent.
Falso. Sarebbe pura blasfemia e non serve parlare con un florar designer o con un wedding planner per dirlo. Scegliete il tipo di allestimento che vi piace di più e alcune tipologie di fiori (tenendo conto della stagionalità) e date libero sfogo alla fantasia, senza dimenticare che il fil rouge è uno e uno soltanto!

14 - È usanza ricambiare un invito di matrimonio.
Vero. Potrà anche sembrare una costrizione, ma si tratta di educazione e buone maniere. Il galateo infatti vuole che tra gli invitati ci siano anche tutte quelle coppie che hanno invitato voi al loro matrimonio.

15 - Il bouquet della sposa è un dono del futuro marito.
Vero. Come nella migliore delle tradizioni, sarà lo sposo - il giorno delle nozze - a far recapitare il bouquet a casa di lei. La scelta della composizione invece va fatta insieme, perché come sapere dovrà essere in sintonia con l'abito da sposa.




Leggi l'articolo completo, fonte e proprietà:
Style.it Sposa

lunedì 20 febbraio 2017

Comunione e Cresima - Consuetudini, usanze e galateo nelle cerimonie


COMUNIONI E CRESIME
EVENTI FRA TRADIZIONE E NUOVE USANZE

Eventi prima di tutto religiosi e anche occasioni speciali da festeggiare con la famiglia e le persone care, prima comunione e cresima sono due momenti fondamentali nella vita dei bambini chiamati a confermare la loro partecipazione alla vita cristiana. Tradizionalmente è maggio, mese mariano, il periodo privilegiato, ma queste celebrazioni si fanno di solito anche nel mese di giugno. Secondo il galateo eucaristico, i genitori possono partecipare alla preparazione della chiesa, contribuendo alle decisioni che riguardano le diverse voci, quali decorazione, illuminazione, regolazione dell’impianto di amplificazione, sistemazione dei posti.
Nel corso del rituale ecclesiastico, genitori e invitati si devono attenere a un comportamento adeguato alla sede, a iniziare dai vestiti, al comportamento e al modo in cui fare le fotografie.
Altrimenti, soprattutto se il gruppo di comunicandi o cresimandi è numeroso, si possono verificare episodi imbarazzanti.

Negli incontri che precedono l’evento, i parroci spiegano bene ai genitori queste norme, per evitare che avvenimenti di alto contenuto spirituale vengano trasformati in un appuntamento mondano, invitando tutti a rispettare quell’atmosfera composta e intima che tali cerimonie richiedono.



«I genitori siano coinvolti nelle decisioni e nella preparazione alla celebrazione del sacramento. Si proponga per loro un cammino parallelo, adeguato alle loro esigenze di cristiani adulti – così raccomanda il CEG, centro evangelizzazione e catechesi Don Bosco.
Questo è compito dei catechisti, ma all’inizio tocca al parroco avere verso di loro un atteggiamento positivo, senza pensare necessariamente che non siano troppo interessati all’evento.

Li coinvolga e li faccia sentire corresponsabili. È questa una magnifica occasione per il parroco e i catechisti di vivere la propria vocazione missionaria tra molte famiglie che spesso hanno un legame debole con la comunità ecclesiale».


La madrina e il padrino sono due figure fondamentali per la cresima, che serve a confermare i voti espressi dai padrini e dai genitori nel battesimo. Il cresimando viene accompagnato in chiesa da un
padrino, se maschio, o da una madrina, se femmina. 

La loro scelta può essere causa di gelosie nelle famiglie, soprattutto in quelle in cui ci sono nonni, tanti zii e pochi nipoti. Tenendo presente che tali figure possono diventare un punto di riferimento molto importante per i bambini in circostanze particolari o avvenimentieccezionali, questa scelta va fatta con buon senso e pensando al bene dei propri figli, non mirando a ottenere i favori di una persona influente o benestante.
A discrezione dei parroci ai quali ci si rivolge, i bambini si accostano in genere intorno agli otto, nove anni alla prima comunione, intorno ai dodici, tredici alla cresima, recentemente spostata di qualche anno avanti; comunque queste età differiscono da parrocchia a parrocchia. Nel caso in cui la celebrazione di entrambi i sacramenti avvenga nello stesso tempo, come accade di frequente, si privilegia decisamente l’età della cresima per fare sì che i bambini siano più consapevoli dei contenuti spirituali di questi passaggi fondamentali nella loro vita cristiana. Per prepararsi ai sacri riti, nelle parrocchie i bambini sono tenuti a seguire un corso di catechismo, i comunicandi avranno così il loro primo vero approccio con la religione, mentre i cresimandi continueranno il percorso iniziato in precedenza.



Fonte: Bomboniera www.emil.it
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