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domenica 18 settembre 2016

Le bomboniere, i materiali, la storia............ la porcellana di Limoges

La Porcellana di Limoges

A volte, non essendo al corrente delle lavorazioni e della storia, ci risulta difficile apprezzare gli oggetti che ci troviamo a scegliere o che ci vengono donati.


La porcellana di Limoges è una porcellana a pasta dura prodotta a partire dal 1771 in diverse fabbriche della città di Limoges e in generale del dipartimento della Haute-Vienne.


La storia

Limoges aveva una tradizione nelle arti decorative in quanto era stata il maggior centro europeo di produzione degli smalti durante il Medioevo . Nel 1730 a Limoges era stata avviata la produzione di ceramica comune.

La prima manifattura

Nel 1767 venne scoperto a Saint-Yrieix-la-Perche, vicino a Limoges, un giacimento di caolino, materiale necessario alla produzione della porcellana a pasta dura. Fu questa scoperta che cambiò la storia di Limoges e la fece diventare la capitale della ceramica francese.
Due anni dopo il re Luigi XV comprò il giacimento, rendendo la porcellana un monopolio regio, ed il Contrôleur général des finances Turgot concesse il privilegio della fabbricazione della porcellana ai fratelli Grellet e al loro socio Massié-Fournérat, i quali fondarono la prima manifattura nel 1771.
Nel 1774 la manifattura passò sotto la protezione del conte d'Artois.
Infine, nel 1784, a causa di difficoltà finanziarie, la fabbrica fu rilevata dal re e perciò ottenne il titolo di "manifattura reale", ma in realtà era ormai solo un annesso della manifattura di Sèvres.


L'epoca delle grandi manifatture

Nell'Ottocento il numero di fabbriche di porcellana di Limoges si moltiplicò ed altre ne nacquero nella campagna circostante per evitare di pagare il dazio sulla legna da ardere.
In quest'epoca il settore della porcellana dava lavoro alla maggioranza della popolazione del dipartimento dell'Alta Vienne: non solo agli operai delle fabbriche, ma anche ai boscaioli che facevano arrivare la legna da ardere lungo i fiumi, e ai minatori delle cave di caolino, il cui prodotto non riforniva solo l'industria locale, ma veniva esportato anche alle manifatture di Alcora, Amsterdam, Copenaghen, Dresda, Frankenthal, Höchst, Londra, Magonza, Nyon, Zurigo e San Pietroburgo.
Fra gli imprenditori privati si distinse lo statunitense Haviland, che conquistò Parigi con la qualità e il gusto della produzione della sua fabbrica, fondata nel 1853.


Oggi

Oggi Limoges conserva la posizione ottenuta nel XIX secolo di principale centro di fabbricazione della porcellana in Francia. Il settore rappresenta nell'Haute-Vienne una dozzina di fabbriche importanti, le principali delle quali sono Bernardaud, Haviland & Co., Raynaud.
Per decisione del tribunale di commercio di Limoges del 1962 la denominazione « Limoges » è riservata alla porcellana fabbricata e decorata a Limoges Oggi tutta la porcellana prodotta nella Haute-Vienne reca il marchio verde cromo « Limoges France » associato alle iniziali o al simbolo che permettono di identificare il singolo fabbricante.




La produzione


L’impasto per la produzione si compone di tre elementi principali: il caolino che fornisce candore, il quarzo che sgrassa  e il feldspato richiesto per la vetrificazione che dà  traslucenza alla porcellana.

Una volta che questi tre rocce sono triturati, vengono aggiunti all’acqua di una certa qualità. I dossaggi di tutti questi ingredienti sono estremamente accurati. Per Ottenere le  forme (piatto, scodella, teiera) richiede diversi gesti di produzione.

Le caratteristiche

Per riconoscere la porcellana si può avere un modo rapido di controllo ponendo l'oggetto controluce: la sua trasparenza e la sua translucentezza rivelano la porcellana.
Un'altra caratteristica di questo materiale è la brillantezza della superficie, il suono gradevole al tocco, la purezza del colore. In caso di rottura di un oggetto in porcellana la parte interna del coccio si presenta liscia, compatta, impermeabile all'acqua. E qui si ha un altro mezzo pratico e semplice per riconoscere la porcellana: toccando la superficie di rottura del frammento, con la lingua, se questa scivola senza difficoltà si tratta di porcellana, se invece trova una certa aderenza siamo in presenza di un altro materiale che può essere ceramica o maiolica o terraglia.

La porcellana richiede una lavorazione accurata, precisa, prolungata. Cento mani intervengono nella produzione di un pezzo di porcellana. Essa è il risultato di un molteplice e difficile processo di produzione: le sue materie prime, tutte estratte dal suolo, vengono accuratamente pulite, macinate e mescolate secondo regole di provata esperienza; la modellatura delle forme avviene prevalentemente con lavorazione a mano; nel corso della sua produzione è più volte sottoposta a cottura; la vernice viene cotta all'elevata temperatura di circa 1.400°C.
Gli oggetti di porcellana già formati, per le caratteristiche delle materie prime componenti e in conseguenza delle varie cotture subite, nel corso della loro finitura sono già esposti a molti elementi imponderabili; pertanto dipende da caratteristiche tecniche di produzione se non esiste una porcellana di perfezione assoluta: lievi differenze di colore, di forma o di spessore, come pure imperfezioni anche visibili devono essere considerate normali.



Di Patrick.charpiat - Opera propria, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=10003327


Fonti:
it.wikipedia.org  //  comeviaggiareinformati.it  //  lopez1931.it

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